Scoppia crisi diplomatica tra Spagna e Fiandre

Human Towers Are Built In The Tarragona Castells Competition

Una bandiera a favore dell’indipendenza alla competizione delle torri umane a Tarragona | David Ramos / Getty Images

 

Il presidente del Parlamento fiammingo ha detto che la risposta spagnola alla crisi catalana ha mostrato che il paese non può essere “parte di un’Unione Europea moderna e democratica”.  di EDDY WAX      Politico.eu    17.10.2018

Una crisi diplomatica è scoppiata tra i governi spagnolo e fiammingo dopo che il presidente del parlamento fiammingo ha fatto delle dichiarazioni di appoggio ai separatisti catalani.

 

Il governo spagnolo ha spogliato il rappresentante fiammingo a Madrid del suo status diplomatico come rappresaglia per le dichiarazioni di Jan Peumans, che ha criticato la risposta della Spagna al referendum sull’indipendenza catalana dello scorso anno.

 

Il ministro-presidente fiammingo Geert Bourgeois ha definito la decisione della Spagna un “atto molto ostile” e ha detto, mercoledì, che avrebbe convocato l’ambasciatore spagnolo il prima possibile, secondo i media belgi.

 

La scorsa settimana, durante l’innnaugurazione di una mostra fotografica sul processo d’indipendenza della Catalogna, il Presidente del Parlamento fiammingo Peumans ha dichiarato, a proposito degli sforzi per impedire il referendum, considerato illegale dalla magistratura spagnola:  “Chiunque usi violenza alle urne brucia la democrazia … I veri democratici onorano l’urna come simbolo della volontà del popolo “.

 

Ha aggiunto che la violenza durante un voto è “fuori questione” e “cosí come la violenza contro i politici, a causa delle loro opinioni. E l’incarceramento di politici è un atto di violenza “.

 

Il ministro degli esteri spagnolo ha detto che non riconoscerebbe nessun altro che cercasse di succedere a Hebbelinck.

 

In precedenza, Peumans aveva inviato una lettera pubblica di sostegno all’ex-presidente del Parlamento catalano Carme Forcadell, che è in carcere insieme ad altri ex leader regionali in attesa di processo per il loro ruolo nella spinta verso l’indipendenza dello scorso anno. Nella lettera, Peumans ha definito la sua detenzione “un atto insidioso” e “la prova che il governo centrale in Spagna non è in grado di essere parte di una moderna Unione democratica europea”.

 

Il ministro degli esteri spagnolo Josep Borrell ha convocato martedì l’ambasciatore belga Marc Calcoen e successivamente ha confermato che il rappresentante fiammingo a Madrid, André Hebbelinck, sarebbe stato privato del suo status diplomatico e dell’immunità.

In una dichiarazione, il ministro degli esteri spagnolo ha fatto direttamente riferimento ai commenti di Peumans alla mostra come “inaccettabile e inappropriato da un paese che è un amico e alleato, come lo è il Belgio”.

 

Ha aggiunto, che Hebbelinck ora sarà considerato solo come un impiegato dell’ambasciata belga, e che il ministero non riconoscera nessun altro che cerchi di succedergli.

 

Catalonian Independence Supporters Look Towards The Jail Still Holding Separatists One Year On

I manifestanti detengono i ritratti dei leader separatisti in carcere ed in esilio davanti alla prigione di Lladoners /David Ramos/Getty Images

 

Hebbelinck ha detto che Borrell ha sbagliato a fare questo passo.

 

“Non può revocare licenze consolari o diplomatiche. Può farlo solo se il governo che rappresenta ha commesso un errore “, ha detto Hebbelinck, aggiungendo che non è questo il caso. “Tecnicamente parlando, il ministro degli esteri spagnolo sta andando completamente fuori strada.”

 

Il governo regionale catalano ha detto in una dichiarazione che “deplora la decisione del ministero degli affari esteri spagnolo”, definendola “contraria al principio di rispetto del diritto dei cittadini e dei loro rappresentanti eletti di esprimere liberamente le loro opinioni”.

 

traduzione Margherita Ravera – AncItalia

 

https://www.politico.eu/article/diplomatic-spat-erupts-between-spain-and-flanders/

 

 

Un anno dopo l’arresto, chiediamo ancora il rilascio dei due Jordi

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Spagna: un anno dopo l’arresto, Amnesty International continua a chiedere il rilascio dei due Jordi

Non c’è alcuna giustificazione per tenere Jordi Sànchez e Jordi Cuixart in detenzione preventiva”, ha dichiarato Fotis Filippou, vice direttore per l’Europa di Amnesty International a un anno di distanza dal loro arresto.

Amnesty International continua a chiedere il loro immediato rilascio. La loro prolungata detenzione costituisce una limitazione sproporzionata ai diritti alla libertà d’espressione e di manifestazione pacifica”, ha proseguito Filippou.

Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, presidenti rispettivamente dell’Assemblea nazionale catalana e dell’associazione “Òmnium Cultural”, sono stati arrestati il 16 ottobre 2017 con l’accusa di sedizione. Il 24 novembre il loro caso è stato associato a un’altra denuncia (il caso straordinario 20907/2017) e trasmesso alla Corte suprema.

Il 21 marzo 2018 i due Jordi sono stati incriminati per ribellione in quanto responsabili della partecipazione al referendum svoltosi il 1° ottobre 2017 nonostante la Corte costituzionale avesse sospeso la legge sui referendum, nonché per aver incitato a radunarsi di fronte alle sedi governative, il 20 e 21 settembre 2017 onde impedire alla polizia di svolgere, su ordine di un tribunale di Barcellona, legittime perquisizioni all’interno di alcuni uffici del governo.

Di recente la Camera penale della Corte suprema ha respinto due richieste di rilascio dei due Jordi. A sua volta, la Corte costituzionale ha rifiutato in almeno tre occasioni di sospendere provvisoriamente la loro detenzione.

Secondo le informazioni di cui è in possesso Amnesty International, le accuse contro i due Jordi sono infondate e dovrebbero essere pertanto annullate. Se fosse provato che i due uomini avevano chiesto ai manifestanti di impedire alla polizia di svolgere un’operazione legittima, questo potrebbe essere considerato un reato contro l’ordine pubblico. Ma accusarli di reati gravi come la sedizione o la ribellione e trattenerli in carcere da un anno rappresentano una sproporzionata ed eccessiva limitazione dei loro diritti alla libertà d’espressione e di manifestazione pacifica.

Invece di porre fine alla loro detenzione, le autorità giudiziarie stanno perpetuando un’ingiustizia”, ha concluso Filippou.

 

http://www.amnesty.it/spagna-jordi-arresto-un-anno-dopo/

 

L’Assemblea promuove la strada legale verso le Nazioni Unite

Assemblea_Logo_web-300x97                                                                                                           10.10.2018

L’Assemblea promuove la strada legale verso le Nazioni Unite per denunciare la violazione dei diritti dei deputati imputati.

Care, cari,

L’Assemblea Nacional Catalana ha deciso di promuovere e sostenere un ricorso che i cittadini, in quanto elettori, presenteranno presso la Corte costituzionale spagnola per la sospensione dei deputati imputati, in esilio o in carcere. Questo ricorso è un passo necessario ed essenziale per seguire i percorsi legali previsti e così poter raggiungere il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, con la volontà di cercare misure cautelari per la violazione dei diritti politici, così come si pronunciò di recente nei casi simili di Jordi Sànchez e dell’ex presidente Lula.

Con la presentazione del ricorso che si terrà nei prossimi giorni si desidera denunciare ed evidenziare la flagrante violazione dei diritti attuata dalla Spagna, dalla mano del giudice Pablo Llarena, così come difendere i diritti degli elettori, violati dallo Stato spagnolo e messi in evidenza durante questa settimana nel Parlamento della Catalogna.

Dall’Assemblea, si invita il Parlamento e i gruppi indipendentisti a non accettare questa ingerenza senza alcuna base ne fondamento legale che rappresenta la sospensione temporanea dei deputati.

Segretariato nazionale
Assemblea Nacional Catalana

La sessione plenaria di Strasburgo si veste di giallo

La sessione plenaria di Strasburgo si veste di giallo per chiedere la libertà dei prigionieri politici

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foto: @anamirandapaz

El Nacional –   03.10.2018

 

Una quarantina di europarlamentari provenienti da quindici Stati membri e da  quattro diversi gruppi parlamentari europei hanno indossato magliette gialle per chiedere il rilascio dei prigionieri politici catalani durante la sessione plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo.

Sulle magliette si poteva leggere’Free Junqueras’, ‘Free Romeva’ oppure ‘Free Political Prisoners’. In questa azione, promossa dal partito catalano di centro sinistra ERC, hanno partecipato i membri della Piattaforma per il Dialogo tra la UE e la Catalogna così come europarlamentari di altri paesi come il Regno Unito, l’Irlanda, la Françia, la Germania o l’Austria.

traduzione :  Àngels Fita – AncItalia

Scontri tra indipendentisti e polizia

 Euronews       29/09/2018

 

Scontri a Barcellona tra indipendentisti e polizia a due giorni dal primo anniversario del referendum sull’indipendenza della regione.

I separatisti hanno tentato di bloccare una marcia a sostegno della polizia spagnola, gettando polvere colorata sulla barriera di agenti istituita per impedire l’accesso alla strada che porta al quartier generale della polizia spagnola a Barcellona.

Le forze locali hanno usato i manganelli per respingere gli indipendentisti e tenere separati i due gruppi di manifestanti.

Il primo ottobre sarà trascorso un anno dallo storico referendum con cui i catalani votarono a favore dell’indipendenza, che è stato ritenuto illegittimo da Madrid.

 

https://it.euronews.com/2018/09/29/catalogna-scontri-tra-indipendentisti-e-polizia