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⬛️⬜️ Lo Stato chiede a Artur Mas, Joana Ortega, Irene Rigau e Francesc Homs una cauzione di 4,9 milioni di euro per aver disposto le urne per il referendum del 9-N. Pensano che in questo modo fermeranno  un popolo che ha deciso di  autodeterminarsi?

Facciamo  una appello a riempire la Cassa di Solidarietà 🗳 Ogni gesto, ogni aportazione, è un atto di dignità e di giustizia 👉 Facciamolo insieme!

 

#FemLaRepúblicaCatalana🚩

 

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Assemblea Nacional Catalana

caixa solidaritat

 

 

I cittadini catalani denunciano lo stato spagnolo alle Nazione Unite e alle istituzioni europee

Oggi 9 novembre 2014, in concomitanza con il consultazione popolare informale sul futuro politico della Catalogna, i cittadini catalani, presenteranno anche una denuncia politica indirizzata alle Nazioni Unite, al Parlamento Europeo, alla Commissione Europea, al Consiglio d’Europa e all’OSCE contro lo Stato spagnolo in quanto responsabile della violazione del diritto del popolo catalano a decidere il proprio futuro politico, impedendo l’esercizio della democrazia mediante un referendum o consultazione equivalente a livello internazionale.

Questa denuncia si unisce a quella già presentata dagli eletti catalani nel Parlamento della Catalogna, nelle Cortes spagnole, nel Parlamento europeo e nei comuni della Catalogna. La raccolta di firme per la denuncia dei cittadini catalani avverrà lo stesso giorno 9 di novembre e durante i 15 giorni del processo partecipativo 9N.

I cittadini catalani constatano che sono state esaurite tutte le vie di ricorso legale per poter celebrare un referendum o consultazione sul futuro politico della Catalogna e che, da parte del governo della Spagna esiste una totale assenza di volontà politica per definire degli ambiti di dialogo e di trattativa. Questa mancanza di volontà politica è aggravata dai reiterati dinieghi da parte delle massime istituzioni politiche e giudiziarie dello Stato Spagnolo che hanno rifiutato, una dopo l’altra, tutte le proposte fatte dalla Catalogna per rendere possibile il diritto del popolo catalano di decidere sul proprio futuro. Si tratta di un’involuzione politica e democratica, chiaramente finalizzata a debilitare l’autogoverno catalano nelle sue competenze politiche, legislative, finanziarie, sociali, culturali e linguistiche.

Pertanto, i cittadini considerano che i propri rappresentanti nel Parlamento della Catalogna, nelle Cortes spagnole e nei comuni della Catalogna, devono legittimamente intraprendere tutte le azioni politiche e giuridiche necessarie, in forma pacifica e democratica, per conoscere la volontà maggioritaria del popolo della Catalogna riguardo al suo futuro politico e, successivamente, agire di conseguenza secondo questo mandato democratico.

Per tutti questi motivi e, in applicazione dei principi democratici che ispirano lo Statuto delle Nazioni Unite e ai successivi patti e trattati internazionali che garantiscono il diritto dei popoli a decidere sul proprio futuro politico, i cittadini catalani chiedono alle Nazioni Unite, al Parlamento Europeo, alla Commissione Europea, al Consiglio d’Europa e alla OCSE che intraprendano le azioni necessarie per garantire che il popolo catalano possa decidere democraticamente il proprio futuro politico.

Il testo completo della denuncia dei cittadini è consultabile sul seguente link:

http://catalanassembly.org/2014/11/0

Milano accoglie oggi una sede per la consultazione sul futuro della Catalogna

Oggi, 9 Novembre, verranno aperte circa 6700 tavoli abilitati al voto in circa 1.000 comuni catalani per permettere ai cittadini di partecipare alla consultazione indetta dal governo catalano sul futuro del Paese, 40.000 volontari aiuteranno a renderlo possibile, e si porrà la seguente doppia domanda: “Volete che la Catalogna diventi uno stato?” Se è così, “Volete che questo stato sia indipendente?”

Milano è una delle 20 città di tutto il mondo dove i catalani residenti all’estero  potranno votare. Accoglierà cittadini residenti in Italia, Svizzera, Francia orientale e Austria, tra gli altri Paesi vicini.

Orario: dalle 9 alle 20pm

Dove: Acció 10. Montebello, 27, 20121 Milano