Guardiola guida i catalani : “Voteremo per la nostra libertà”

Il tecnico del City arringa la folla: “Decideremo anche se la Spagna non vuole. Noi vittime di una persecuzione politica indegna del 21° secolo”

 

LA GAZZETA DELLO SPORT

11-06-2017.-

L’icona dello sport catalano Pep Guardiola ha lanciato a Barcellona, davanti a migliaia di sostenitori dell’indipendenza, la sfida del referendum affermando che “voteremo anche se lo Stato spagnolo non vuole”. “Noi catalani voteremo il primo ottobre per decidere il nostro futuro”, ha detto lo storico ex giocatore e tecnico del grande Barcellona. La Catalogna, ha accusato, “è vittima di uno Stato che ha messo in atto una persecuzione politica indegna del 21° secolo”.

IL REFERENDUM — Sul referendum catalano è in atto un durissimo braccio di ferro fra Barcellona e Madrid. Il presidente secessionista Carles Puigdemont ha annunciato venerdì data e quesito (“Volete che la Catalogna sia uno Stato indipendente sotto forma di repubblica?”) nonostante veto e diffide del premier spagnolo Mariano Rajoy, che ha definito “anticostituzionale” e “illegale” il referendum, affermando che lo impedirà con “tutti i mezzi” a sua disposizione.

L’ARRINGA — Spesso interrotto da grida di “Libertà!”, “Indipendenza!”, “Votiamo!”, Guardiola ha lanciato un appello al mondo perché appoggi il referendum catalano per l’autodeterminazione: “Chiediamo alla comunità internazionale che ci aiuti”. Leggendo il Manifesto per il Referendum a nome delle grandi associazioni della società civile indipendentista, il tecnico del Manchester City ha detto che “in questa ora tanto importante per la storia del nostro Paese la sola risposta possibile è votare, non c’è nessuna altra via d’uscita”. Guardiola ha ricordato che “18 volte abbiamo proposto di negoziare un referendum concordato ma ogni volta la risposta dello stato spagnolo, che ora persegue perfino il dibattito politico, è stata un `no´”. Davanti a questo “scandalo politico”, ha aggiunto, la sola risposta è “più democrazia”. Secondo gli organizzatori 40mila persone hanno partecipato alla concentrazione di Barcellona aperta e chiusa dal canto dell’inno nazionale catalano, Els Segadors. Da tempo Guardiola si è schierato per il `diritto di decidere´ del popolo catalano. Alle regionali del 2015 si era presentato simbolicamente all’ultimo posto nella lista della coalizione indipendentista, che aveva vinto la maggioranza assoluta nel Parlamento di Barcellona.

L’ora della democrazia !

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Istituzioni catalane, partiti ed organizzazioni indipendentiste chiedono dal 2012 un accordo per rendere possibile un referendum di autodeterminazione in Catalogna. Il nostro impegno per il dialogo è patente fin dall’inizio, ma i diversi governi dello Stato spagnolo e la maggioranza dei partiti politici spagnoli non hanno preso in considerazione questa richiesta. Anzi, ogni volta che in Catalogna ci si è mossi per discutere sull’argomento e promuovere la partecipazione dei cittadini, lo Stato ha risposto a un problema che soltanto si può risolvere per via politica con querele presso i tribunali, che hanno imposto multe e interdizioni dai pubblici uffici a svariati dirigenti indipendentisti.

Di recente, nel quadro del Patto Nazionale per il Referendum [organismo creato nel dicembre 2016 che riunisce istituzioni, organizzazioni sociali e politiche, eletti e cittadini comuni] 600 giuristi hanno mostrato  che [contrariamente a quanto sostiene il governo spagnolo] non occorre modificare neanche una virgola della costituzione spagnola per poter tenere il referendum. Inoltre, sono state raccolte in meno di tre mesi 500.000 adesioni ad un manifesto di questo organismo in cui si chiede il referendum. È solo questione di volontà politica.
Nelle settimane recenti abbiamo seguito con attenzione i passi del governo catalano alla ricerca di una formula concertata [con il governo spagnolo] per rendere possibile un referendum che più dell’80 per cento della popolazione della Catalogna richiede.
Ma di nuovo si è  cozzato con l’intransigenza e l’immobilità del governo spagnolo, non disposto a ricercare una soluzione discussa e pattuita con la Catalogna. Le ultime prese di posizione del presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy e del suo governo sono mostra inequivocabile della loro mancanza di una sincera volontà di dialogo [anche se nelle ultime settimane l’avevano sbandierata].

L’ultima [e definitiva] risposta del presidente del governo spagnolo è un no alla volontà maggioritaria della società catalana, un no alla maggioranza dei catalani. Un nuovo no, il diciottesimo, che attesta tristemente, ma in modo molto nitido, come le alte istituzioni dello Stato non abbiano la volontà di cercare una via di dialogo onesto e fruttifero.
Perciò, oggi 27 maggio 2017, l’Assemblea Nacional Catalana, Òmnium Cultural [due grandi associazioni della società civile] e l’Associació de Municipis per la Independència [organizzazione dei comuni favorevoli all’indipendenza], riuniti in seduta straordinaria e comune, chiediamo ai partiti politici democratici favorevoli al referendum di prendere subito le mosse definitive e di adottare glia accordi necessari per celebrare il referendum, come da mandato del parlamento della Catalogna.
Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche favorevoli al diritto democratico di decidere perché si mettano accanto della maggioranza del popolo della Catalogna in  questi momenti così importanti della nostra storia e lavorino per far in modo che la partecipazione al referendum sia molto forte. Instiamo il governo [della Catalogna] e la Generalitat [insieme delle istituzioni di autogoverno della Catogna] ad annunciare la data del referendum e a formulare la corrispondente   senza altra dilazione che le gli incontri urgenti che possano occorrere con le forze politiche e sociali del  paese.

Assemblea Nacional Catalana
Associació de Municipis per la Independència
Òmnium cultural
Barcellona, 27 maggio 2017
Nota: Per ragguagli sulle tre organizzazioni firmatarie del documento si può consultare la Wikipedia.

Testo originale:  https://assemblea.cat/?q=node/12221

Traduzione: Jordi Minguell – ANC Italia

 

Il Barça si schiera: “Referendum per l’indipendenza della Catalogna”

Il motto della casa, més que un club, è noto

 

 

Francesco Olivo    LaStampa
   6.05.2017
Il Barça è molto più che una società sportiva, le prove nella sua storia sono state molte. L’ultima è arrivata a poche ore dalla partita di campionato con il Villarreal: il Fútbol Club Barcelona si è schierato ufficialmente a fianco del “patto del referendum”, ovvero la mobilitazione guidata dalla Generalitat per chiedere al governo spagnolo di poter votare sul futuro della Catalogna, indipendenza o no?

 

Il comunicato della società blaugrana non può sorprendere, il movimento “soberanista” catalano è sempre stato supportato apertamente dal club di Messi e Neymar, ma la scelta non è certo neutra: il governo di Barcellona ha appena annunciato l’acquisto delle urne per un referendum che la Spagna ha già detto di non voler consentire, ma che le autorità locali hanno annunciato per Il prossimo settembre. Le possibilità che si voti non sono molte, certo avere Messi dalla propria parte non guasta.