Mano dura della procura: chiesti 25 anni per Junqueras

I giudici spagnoli accusano di ribellione violenta 17 leader indipendentisti per il referendum di ottobre. Puigdemont: “Intervenga l’Ue”

Oriol Junqueras 27.10.17

Oriol Junqueras, dalla scalinata del parlamento catalano, nel giorno della dichiarazione d’indipendenza il 27.10.2017

 

Francesco Olivo   www.lastampa.it  02/11/2018

 

Venticinque anni di carcere per l’ex vicepresidente catalano, Oriol Junqueras, 17 per la presidente del parlamento Carme Forcadell, 17 per i leader delle associazioni della società civile indipendentista.Poco meno per gli altri ex membri del governo Puigdemont.

Sono durissime le richieste della procura generale spagnola contro i politici catalani, colpevoli, secondo i giudici, a vario titolo di aver organizzato una ribellione violenta, con il fine di dichiarare la secessione,oltre che di sedizione e malversazione (per aver utilizzato fondi pubblici nell’organizzazione del referendum considerato illegale). Quello dell’ottobre scorso, iniziato con il referendum proibito e culminato nella dichiarazione di indipendenza del parlamento catalano, è stato per i giudici di Madrid una sorta di colpo di Stato. Il teorema del Tribunale Supremo lascia perplessi molti i giuristi ed è stato respinto dalla giustizia tedesca, belga e scozzese, allontana. Anche il governo spagnolo è in forte imbarazzo, in questo clima, infatti, è difficile portare avanti ogni tentativo di dialogo con i partiti indipendentisti (fondamentali per la maggioranza).

Tensione altissima

E non è un caso che il presidente della Generalitat Quim Torra e quello del parlamento Roger Torrent accusino direttamente il premier Pedro Sánchez: «E’ complice della repressione e del sentimento di vendetta della procura». L’esecutivo socialista, con una mossa in extremis, attraverso l’avvocatura dello Stato ha derubricato il reato più grave, quello di ribellione, chiedendo pene più basse per gli imputati. Sia il premier Sanchez, sia altri esponenti del governo hanno lasciato intendere nei giorni scorsi che l’accusa di ribellione non si configura nel caso degli indipendentisti, ma la “Fiscalia” generale non ha tenuto conto di queste interpretazioni.

Nella lista dei prossimi imputati non compare Carles Puigdemont, visto che l’ex presidente è all’estero da un anno e il tribunale supremo spagnolo si è visto respingere la richiesta di estradizione dai colleghi tedeschi (e belgi). Dalla sua residenza di Waterloo Puigdemont chiede aiuto alla Ue: «La voce europea contro gli abusi dello Stato spagnolo è più necessaria che mai».

Il processo inizierà nei primi mesi del 2019 e si preannuncia come un momento di sicura tensione tra Barcellona e Madrid, dove si svolgeranno le udienze.

 

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