Lettera di Jordi Cuixart

Lettera di Jordi Cuixart: ‘L’obiettivo non è uscire dal carcere, ma resistere al prossimo attacco dello stato’jordi cuixart

 

Vilaweb.cat – Redacció  – 16.10.2018

 

Un anno fa Jordi Cuixart fu rinchiuso in carcere. Oggi, un anno dopo, ha scritto una lettera indirizzata ai soci di Omnium Cultural nella quale chiede ai partiti indipendentisti ‘che agiscano, una volta per tutte, con unità di azione e responsabilità collettiva’. E ha ribadito che ‘l’obiettivo non è uscire dal carcere, ma resistere al prossimo attacco dello stato, con tanta determinazione e coraggio.’ Afferma anche che non si pente di nulla e che ‘rifarebbe tutto tante volte quanto necessario’.

Qui sotto la lettera completa:

 

«Carissimi soci,

Un anno fa insieme a Jordi Sánchez entrai nel carcere di Soto del Real, in quel “a por ellos” (prendiamoli) dei giudici e dei pubblici ministeri, pieno di impunità. Ma, di nuovo, si sbagliavano sull’efficacia della strategia e oggi, contro tutti i pronostici dello stato, la maturità del movimento indipendentista è più consolidata che mai.

 

Tuttavia, è indispensabile che i partiti politici indipendentisti agiscano, una volta per tutte, con unità di azione e responsabilità collettiva. Sono molto consapevole che uno degli obiettivi della repressione è la divisione ma bisogna essere coscienti delle aspettative create e, pertanto, dobbiamo parlare con empatia ma anche con sincerità, con tutta chiarezza, alla cittadinanza. Il successo dell’ultima manifestazione della Diada (11 settembre), la disapprovazione del re Filippo VI nel Parlament catalano o il raggiungimento di 18 “Cime per la Libertà” questo sabato 13 ottobre (circa 18.000 Més de 16.000 persones han participat en la iniciativa Cims per la Llibertat  per reclamar la llibertat de presos, exiliats i tots els represaliats. Cim del Canigó  [Foto: CIMS PER LA LLIBERTAT]persone hanno scalato 18 montagne in Catalogna – una per oggi prigioniero politico o esiliato) sono l’esempio della forza dell’unità.

 

Quando lo stato, a fianco della estrema destra, accusa tutti i democratici, deve sapere dove si è collocato. Pertanto, le richieste del pubblico ministero e di VOX dovranno scontrarsi con la risposta serena, ma forte, del 80% della società catalana che si oppone alla nostra carcerazione e che difende il referendum di autodeterminazione senza sfumature.

 

L’obiettivo non è uscire dal carcere, ma resistere al prossimo attacco che lo stato prepara con tutta la nostra determinazione e coraggio. Io non mi pento di nulla di quel che ho fatto, anzi, e rifarei tutto tante volte quanto necessario. Ed è per questo che sono convinto che la disobbedienza civile è ancora uno strumento leggitimo, pacifico e democratico, per trasformare e migliorare la società. Dal primo ottobre, i cittadini di questo paese si sono guadagnati il diritto ad essere trattati con ogni dignità e rispetto.

 

Né indulti, né statuti di autonomia. Se il governo del PSOE crede che abbiamo fatto tutta questa strada per dibattere nuovamente lo statuto svuotato di significato del 2006, non ha capito nulla.

 

Scriveva poco fa Ramin Jahanbelgoo, direttore del Centro Mahatma Gandhi dell’Università di Jindal (Índia), che quello che sta succedendo in Catalogna è una vera rivoluzione dei valori. E lo riassume nella volontà di una buona parte della società catalana di restare fedele alla nozione di democrazia. In parole dello scrittore: “volontà di essere decenti e di agire d’accordo con la propria coscienza”. Valori contro il fascismo, contro la violenza, l’intolleranza e il totalitarismo.

 

I tempi che dobbiamo vivere non sono facili ma, insieme, stiamo rendendo possibile un esercizio collettivo di generosità e di tenerezza provocando un effetto moltiplicatore nella quotididianità della nostra società e persistente nelle prossime generazioni.

 

Grazie di cuore per aver reso possibile che durante questo anno di prigionia non mi sia sentito mai solo nemmeno un secondo, non solo io ma anche tutta la mia famiglia. Mai vi potrò ringraziare abbastanza.

Salute, speranza, comprensione e Repubblica.

 

Jordi Cuixart – Presidente di Omnium Cultural

Carcere dei Lledoners, 15 ottobre 2018»

 

traduzione Àngels Fita – AncItalia

https://www.vilaweb.cat/noticies/carta-de-jordi-cuixart-lobjectiu-no-es-sortir-de-la-preso-sino-afrontar-el-seguent-embat-de-lestat/

 

 

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