Se la ministra Soraya Saenz vuole, parliamo della Bavaria

La ministra Soraya Sáenz de Santamaría è tornata a parlare ieri di una notizia apparsa qualche giorno fa che aveva eccitato alquanto il mondo unionista: il più altro tribunale tedesco rispondendo a una richiesta di referendum di autodeterminazione per la Bavaria, dettava che nella costituzione attuale tedesca non c’è spazio per tale diritto. Un privato, una sola persona, ne faceva richiesta e il tribunale ha risposto in questo modo. Punto. Una curiosità: soltanto ho trovato un giornale tedesco, uno soltanto, il “FAZ”, che ne ha parlato in un trafiletto. Gli altri nulla. Evidentemente, per una semplice ragione: l’indipendentismo bavarese è inesistente e non desta preoccupazione a nessuno.soraya-saenz

 

Vincent Partal      Vilaweb   11.01.2017

Il grande problema che ha la Spagna, e loro non vogliono vederlo anche se glielo abbiamo spiegato più e più volte, è che si attaccano alle leggi come se fossero immutabili, sacre, e come se la politica non potesse mai alterarle. Un argomento sociologicamente molto autoritario, tremendamente primitivo, molto semplice e soprattutto molto poco realista,visto il funzionamento del mondo di oggi.

 

Parliamo dunque della Germania. E collochiamo le sue opinioni là dove potrà avvenire una situazione reale: come reagirà la Germania di fronte a una proclamazione unilaterale di indipendenza in uno stato europeo?.  Infatti, dico che parliamo della Germania in questo contesto perché abbiamo un importante precedente: il Kossovo. Parliamo di una situazione evidentemente diversa dalla catalana, ma dove lo stato tedesco –non i tribunali, ma lo Stato come tale e con la massima solennità– stabilì una dottrina giuridica su come deve (o dovrà, ndt.) reagire in questi casi, consegnata per iscritto.

 

Una dottrina che interpreta l’autodeterminazione dei popoli (lo potete leggere in inglese nel  link  n° 1)

 

 

E, leggendo, risulta che non solo si riferisce al caso concreto del Kossovo ma anche ai processi di indipendenza in generale, e fa riferimento ad alcune sentenze molto definitorie che, se io fossi il governo spagnolo, osserverei con preoccupazione (le sottolineature sono tutte mie):

 

—La dichiarazione di indipendenza del Kossovo –come qualsiasi dichiarazione di indipendenza– non dipendeva dal consenso della Serbia (pag. 7).

 

—Nella pratica internazionale, soltanto si considera che le dichiarazioni di indipendenza non violino la legge internazionale nel caso di essere accompagnate di altre violazioni (pag. 29).

 

—Il principio della sovranità e, come uno dei suoi diversi aspetti, quello dell’integrità territoriale, è un principio importante, ma non l’unico della legge internazionale. Un altro principio, che ha la stessa forza, è quello dell’autodeterminazione (pag. 32).

 

—C’è chi afferma […] che il diritto di secessione non esiste mai. Ma ciò, in pratica, lascerebbe senza significato al diritto di autodeterminazione interna. Se ciò fosse così, non ci sarebbe più alcun rimedio […]. Il gruppo maggioritario di uno stato potrebbe opprimere il gruppo minoritario facile e impunemente, e lascerebbe il gruppo minoritario senza alcuna possibilità (pags. 33 e 34).

 

—Anche se l’autodeterminazione […] dovrebbe essere esercitata e realizzata nella cornice degli stati esistenti, eccezionalmente si può legittimare la secessione se si dimostra che è l’unica strada contro un rifiuto prolungato e rigoroso dell’autodeterminazione interna. Questo modello di secessione non metterebbe in pericolo la stabilità internazionale (pag. 34).

 

Più tardi, durante l’udienza pubblica presso la Corte Internazionale di Giustizia, lo stato tedesco chiarì ancora di più, oralmente, questa posizione. Aggiungendo sfumature molto importanti  ( link  n° 2 )

 

—Abbiamo spiegato che la legge internazionale non contiene alcuna regola che vieti la Dichiarazione di Indipendenza in questione. Lasciateci fare un altro passo più in là per esaminare se la legge internazionale giustifica positivamente questa dichiarazione. E su questo devo dire che, mentre siamo qui a parlare, la realtà è che esiste uno Stato indipendente del Kossovo (pag. 29).

 

—Anche tenendo conto che la consultazione che fa il tribulare non è la condizione del Kossovo o il suo riconoscimento da parte di altri stati, questa domanda è collegata con una situazione che di fatto esiste e che, pertanto, non può essere sottovalutata (pag. 30).

 

—La formazione dello stato del Kossovo fu giustificata dalla legge internazionale. Si basa sul diritto di autodeterminazione del popolo del Kossovo. Ed è diventata un fatto, che deve essere considerato alla luce del principio di effettività nella legge internazionale (pag. 32).

 

Fin qui le citazioni. Aggiungerò alcune mie considerazioni sul contesto, se mi permettete di abusare della vostra pazienza.

 

Lo stato tedesco dice che:

 

—Quando uno stato esiste, quando è una realtà di fatto, questa realtà e l’effettività della sua esistenza, non possono essere ignorate dalla comunità internazionale.

 

—Non esiste nella legge internazionale nulla che possa vietare la creazione di un nuovo stato, secondo il principio di autodeterminazione.

 

—L’autodeterminazione, idealmente, dovrebbe essere esercitata nel proprio stato e d’accordo con esso, ma se lo stato si rifiuta costantemente di permettere l’autodeterminazioine, ciò legittima la secessione.

 

Questa è la tesi ufficiale  –insisto: solenne e scritta– dello stato tedesco su come presumibilmente agirà in caso di un processo di indipendenza non concordato.

 

Se la ministra Soraya Sáenz vuole continuare a scherzare sulla Bavaria, faccia pure.

 

 

E detto questo, due considerazioni finali.

 

La prima è che il dibattito sul riconoscimento di uno stato non è mai un affare giuridico, ma strettamente politico. Pertanto, la Germania farà quello che considererà più conveniente nel momento in cui l’indipendenza della Catalogna sarà realmente, effettivamente, sul tavolo.

 

L’unionismo, se ciò lo rende tranquillo, può tenersi l’equiparazione della non-ammissione della demanda di un privato sulla Bavaria con la situazione catalana (milioni di persone). Ma noi non dovremmo agire nello stesso modo.

 

Certo è che per la Germania, sul caso catalano, sarà molto difficile disdire la dottrina che ella stessa utilizzò per giustificare l’indipendenza del Kossovo. Lo potrebbe fare, certo, se fosse conveniente per lei. La politica è il regno del cinismo e cose più grosse abbiamo visto.

 

La seconda considerazione: un argomento completamente determinante e definitivo è che lo stato diventato indipendente esiste, e ciò è indiscutibile. Pertanto, segnatevelo: più che vincere il referendum, sarà determinante che il governo catalano abbia il controllo del territorio della Catalogna il giorno dopo la proclamazione dell’indipendenza.

 

P.D. Ricordate che siamo noi quelli che eludiamo il pensiero magico: noi diamo dati e li documentiamo. Noi non facciamo come loro.

link  n° 1   http://www.icj-cij.org/docket/files/141/15624.pdf

link  n° 2  http://www.icj-cij.org/docket/files/141/15714.pdf

traduzione: Àngels Fita Coll _ ANC-Itàlia

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