Risposta ad un attacco al Parlamento catalano

“La Repubblica” ha pubblicato il 10 novembre scorso un articolo (“Come i golpisti vogliono cambiare violando leggi e democrazia” ) in cui lo scrittore spagnolo Javier Cercas, docente di letteratura spagnola all’Università di Girona, se la prende con il Parlamento della Catalogna, reo di aver approvato lunedì scorso una risoluzione con la quale si dichiara “aperto l’inizio di un processo per creare la repubblica catalana indipendente”.
L’autore afferma:
1) Il Parlamento della Catalogna chiede al costituendo governo catalano di “dichiarare l’indipendenza violando la legge spagnola, le leggi europee, tutte le leggi”.
Puntualizziamo: Non risulta che qualche norma europea o di diritto internazionale vieti a chicchessia di dichiarare l’indipendenza. Risulta, invece, che il il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, legge della Spagna a tutti gli effetti, dice all’articolo 1:
1. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.
2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali, senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale, fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale. In nessun caso un popolo può essere privato dei propri mezzi di sussistenza.
3. Gli Stati parti dei presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili dell’amministrazione di territori non autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite.
L’autore forse non ha presente che questo Patto fa parte della legislazione spagnola in forza della Costituzione.
2) La risoluzione approvata dal Parlamento della Catalogna “è uno dei fatti più gravi mai accaduti in Spagna”.
Puntualizziamo:
Per non andare troppo a ritroso, l’autore pare non ricordare il generale Francisco Franco ed altri generali felloni che nel 1936 scatenarono una guerra civile di quasi tre anni e, a conflitto finito, una repressione che fece migliaia e migliaia di vittime civili. Molte delle vittime civili furono sotterrate in fosse comuni disseminate per tutta la Spagna. L’autore pare non ricordare che, nel 2007, il Parlamento spagnolo approvò una legge che vieta di aprire queste fosse e, dunque, di perseguire il crimini del franchismo.
3) Chi ha votato la risoluzione non capisce cos’è la democrazia.
Puntualizziamo:
Chi ha votato la risoluzione (72 dei 135 deputati del Parlamento catalano) ha agito per mandato degli elettori che hanno aderito a programmi di governo nei quali si poneva come obiettivo la costituzione de la repubblica catalana indipendente. Forse, per l’autore, il voto parlamentare su mandato degli elettori non è democratico.
4) Sono pentiti molti degli elettori che hanno votato per le due formazioni indipendentiste (Junts pel Sí e CUP).
Puntualizziamo:
Sarebbe interessante che l’autore producessi qualche dato affidabile a sostegno della sua affermazione.
5) La via d’uscita potrebbe essere un referendum o un accordo che modifichi le relazioni fra lo Stato spagnolo e la Catalogna.
Puntualizziamo:
Questa via è impraticabile, perché l’attuale governo e i partiti spagnoli (escluso Podemos) non intendono pattuire né il referendum né fare alcun accordo con il governo catalano. Il governo catalano ha richiesto a più riprese il referendum, ma sempre gli è stato opposto il rifiuto,
6) “Questa situazione [quella creatasi con la risoluzione del Parlamento catalano] ha un solo colpevole. E questo colpevole è Artur Mas molto di più di Rajoy, anche se quest’ultimo ha commesso molti errori”.
Puntualizziamo:
Se Mas è “il solo colpevole”, è chiaro che Rajoy non c’entra, anche se l’autore ammette che c’entra. Non si sa che pesci pigliare.
7) Con tutto questo, che è frutto di infantilismo collettivo, Mas ha cercato di salvarsi dalle inchieste sulla corruzione e di evitare di farsi carico delle conseguenze della sua disastrosa gestione.
Puntualizziamo:
Quasi due milioni di catalani hanno votato per i due pariti indipendentisti. Si direbbe che la diagnosi del professore di letteratura abbia del romanzesco.
Non risulta che Mas sia accusato o indagato per reati di corruzione.

ANC-Italia 12/11/2015

ecco il collegamento dell’articolo di Javier Cercas

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/11/10/come-i-golpisti-vogliono-cambiare-violando-leggi-e-democrazia21.html?ref=search

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